Terzo singolo per gli À Rebours, terzo capitolo di un trittico che in qualche modo ha teso un filo conduttore su cui stare in un equilibrio per niente precario ma anzi rassicurante vista la grande coerenza anche dei video… sempre diretti da Davide Lupi e che qui in questo nuovo singolo dal titolo “Ritrovandoti” sfornano un’idea che non ci saremmo attesi visti i due precedenti. Ma la coerenza resta nonostante tutto… resta nei suoni di questo rock liquido e un poco digitale, resta nei toni indie delle vocalità, resta dentro le liriche personali di vita vissuta. “Ritrovandoti” non chiude solo un piccolo percorso ma apre la direzione maestra verso la chiusa per eccellenza: un disco. Aspettiamo al varco come si evolverà questo rock tinto di pop dei tempi moderni.

Con “Ritrovandoti” chiudete una trilogia composta non solo di note e parole, ma soprattutto di immagini. Come mai questa scelta? Qual è il messaggio che avete voluto trasmettere?

Partendo dall’idea che l’occhio vuole la sua parte, abbiamo cercato di coniugare i due ambiti, quello visivo e quello musicale, per dare ancora più concretezza al messaggio che volevamo trasmettere.

La trilogia è una dichiarazione di intenti verso noi stessi e verso gli ascoltatori, in modo da veicolare un messaggio di ricerca interiore e tramite l’ascolto creare una connessione tra le due parti. 

“Méliès”, “Evolvere” e ora “Ritrovandoti”… dopo questa terza uscita discografica inizierete a pensare a un album? Oppure secondo voi l’idea di pubblicarne uno sta davvero sparendo dalla concezione di “fare musica”?

Dopo la terza uscita sicuramente il pensiero di un album c’è, non nell’immediato ,probabilmente verso la fine di quest’anno. Siamo dell’idea che un album sia un ottimo biglietto da visita per una Band, per dare un immagine più completa del tipo di percorso che ci ha portato ad identificarci in un genere specifico ed anche per rendere visibili quali sono le varie influenze che negli anni ci hanno formato.

Sono passati più di due mesi dall’ultimo festival di Sanremo e tutti sono ancora stupiti per la vittoria di una giovane band con un pezzo dalle venature “forti”. Voi che siete una rock band, cosa ne pensate?

Potrebbe essere un tenero ritorno ad un ascolto delle chitarre distorte che tanto mancano nel mondo musicale?

Noi da rock band crediamo che non abbia vinto il “pezzo dalle venature forti” ma l’immagine di una band già consolidata nel panorama musicale italiano. Siamo ben lontani come nazione dal ritorno di alcuni tipi di sonorità e arrangiamenti, sicuramente in ritardo rispetto ad alcuni contesti nord europei dove non c’è una cosi netta distinzione fra i vari generi musicali ma piuttosto si cerca di creare un melting pot. Per questo motivo riteniamo che l’ Italia non sia ancora pronta al ritorno del rock.

In “Ritrovandoti” cantate di speranza, di cambiamento, tramite una profonda ricerca del proprio io. In questo periodo storico così particolare e tremendo, ci sono stati dei cambiamenti in voi come artisti?

Il periodo storico in cui forzatamente ci siamo ritrovati ha di certo provocato dei cambiamenti in noi come musicisti. È chiaro che il distanziamento sociale e l’isolamento ci hanno da un lato rallentati per quanto riguarda il rapporto con il pubblico, d’altro canto si è scoperto un nuovo modo di approcciarsi  alla musica ovvero, quella fatta in videochiamata e sul pc, prima d’ora fin troppo sottovalutata.

Ascoltando i vostri brani risulta d’impatto che siete una band vera, che compone musica originale con arrangiamenti mai banali e testi ben curati. Una band non costruita a tavolino come invece molti programmi televisivi ci hanno insegnato che sia miseramente possibile. Per scalare le classifiche a cosa sareste disposti? Cambiereste il vostro sound?

La vera domanda è se bisogna davvero cambiare il proprio sound per scalare le classifiche o più semplicemente tentare seguendo le proprie attitudini sonore. Se la musica la si fa bene e senza vincoli il pubblico lo percepisce ,a differenza di band/artisti creati per l’unico scopo di vendere e salire in vetta ma ormai è fin troppo chiaro che più velocemente sali tanto più velocemente cadi giù. Tirando le somme se proprio dobbiamo preferire qualcosa, sarà di sicuro non essere delle “meteore”.

Comments

comments