LOHREN. “Essenziale” recita il comunicato stampa. Essenziali sono loro a mio avviso. Un duo romano “de Roma”. Batteria (vera e digitale) lui. Voce e basi registrate lei. Tra melodie non troppo forti e strutture assai ambiziose, si sviluppa un disco assai denso e ricco di spunti interessanti. Forse troppo denso. Difficile dargli una collocazione…sarà il peccato di tanta ingenuità doverosamente espressa oppure l’energia di chi è portato a vomitare con gusto e bellezza ogni cosa gli passi per la testa? Intanto noi li abbiamo intervistati. Ecco i LOHREN e questo esordio dal titolo “Felici di niente”:

Nudi. “Felici di niente”. Cosa significa davvero per voi?
“Felici di niente” è il nostro stato d’animo. Il nostro stile di vita. Ci siamo spogliati delle nostre paure, del nostro pudore, della nostra privacy per dar vita ad un disco che parla di noi.

Che poi la vostra musica tanto “nuda” non è…anzi…è riccamente prodotta…
Più che la produzione sono le tematiche che ci mettono a nudo. I testi narrano la nostra visione della vita, le nostre emozioni quotidiane e i nostri pensieri più intimi. Ogni pezzo è una piccola parte di noi e della nostra storia.

Esaminiamo l’elettronica. Ne avete fatto largo uso per questo lavoro. Con un computer tutti facciamo suoni e melodie. Esiste un limite che divide l’ovvio e lo scontato dal bello artistico difficile da raggiungere? In altre parole, armati di computer, secondo voi cosa differisce l’amatore che sa usare un computer da un artista che compone con il computer?
L’arte è comunicazione, abbiamo costruito questo percorso cercando di esprimerci a pieno e al meglio con tutti i mezzi a disposizione. La tecnologia è stata per noi un grande vantaggio vista la nostra vita da nomadi, ci ha dato la possibilità di poter veicolare le nostre idee ovunque ci trovassimo, che fosse in treno o in camera d’albergo. Se questo disco è un prodotto artistico o amatoriale dipenderà solo dalle emozioni che trasmetterà al pubblico.

“Esperimento n°5”. Come mai un titolo ed una traccia simile?
Questa canzone fa parte della nostra vena pazza e strumentale. E’ stato il 5° pezzo che abbiamo scritto insieme e il primo dei nostri esperimenti. Da questo deriva il nome e la scelta di inserirla nel disco.

Ispirazioni e debiti artistici?
La nostra ispirazione è molto vaga. Quando ascoltiamo musica insieme passiamo dall’hip hop anni ’90 alla musica leggera italiana anni ’60 fino ad arrivare al metal estremo, ma soprattutto ascoltiamo tantissimo jazz. Sicuramente siamo in debito con tutti gli artisti che hanno amichevolmente partecipato ai turni di registrazione con i propri strumenti acustici.

LOHREN e la scena attuale…vi sentite parte del tutto?
Se esiste una scena, ancora non ne facciamo parte. O forse ne facciamo parte e non lo sappiamo. “La scena” è qualcosa che si evolve nel tempo e solo dopo si definisce chi vi era dentro.

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