Da che parte cominciare? Andiamo subito al punto della situazione e cioè che i Toto sono una delle band più grandi al mondo? Questo già lo sapevate. Eppure è necessario ripeterlo, senza paura di essere parziali nel giudizio, perché se anche il cuore non dovesse essere d’accordo, i numeri parlano e quindi il risultato non cambia!

Volendo procedere con ordine il primo applauso se lo prende il Roma Summer Fest per averli inseriti nella programmazione. La Cavea è sicuramente al momento uno dei pochi posti dove ascoltare un live significa farlo nella condizione migliore, sia per qualità sonora che per location. Non abbiamo dati ufficiali ma vista l’affluenza il concerto era abbastanza sold out, e come se non bastasse c’è piaciuta anche la band di supporto, gli ZFG. Rock semplice e diretto, tanto entusiasmo e… un momento è volato un plettro, vediamo che c’è scritto sopra… Trev Lukather. Eh già il cognome è molto familiare! Perché se questo alla chitarra è il figlio di Steve, quello al basso, Sam, è figlio del compianto Mike Porcaro. Che dire, buon sangue non mente.

Se proprio vogliamo continuare a parlare di figli d’arte poco dopo ne è salito un altro proprio in qualità di voce dei Toto: Joseph Williams. Avrei dovuto subito collegare il tutto quando in attesa del concerto dalla playlist è partito Cantina Band, direttamente da Star Wars. Si, avete capito bene, è il figlio di uno dei compositori più rilevanti della storia del cinema e delle colonne sonore: John Williams.

Io direi che con i curriculum qui siamo già a posto, eppure poi ti rendi conto che a livelli diversi su quel palco c’era una montagna di professionisti con gli attributi di ferro, i cui corpi sono fatti di note, ritmo e melodie anziché di materiale organico. Ovviamente la menzione a parte spetta a Steve Porcaro e Steve Lukather, le colonne dei Toto e le persone che hanno reso possibili tanti di quei brani e dischi della discografia degli artisti più importanti degli ultimi 40 anni che se ci ripenso mi sento mancare. Butto nomi a casaccio senza starci troppo a pensare? Michael Jackson, Paul McCartney, Ringo Starr, Eric Clapton… per non parlare anche delle collaborazioni dei Porcaro che purtroppo non sono più tra noi.

La scaletta credo abbia fatto contenti tutti, sia in termini di lunghezza che scelta dei brani. Fra il pubblico erano facilmente riconoscibili anche altri musicisti, questo perché una band come i Toto, pur essendo gradita anche all’ascoltatore casuale (ma non troppo), è invece una vera e propria calamita per chi a sua volta vive di e con la musica.

Quindi non sono mancate Hold The Line, Rosanna o Make Believe, anche se la parte più interessante, volendo proprio sceglierne una, è stata quella dello storytelling, durante la quale all’interno di un set acustico un piccolo preambolo spiegava qualcosa del brano che stavano per eseguire. Volete un esempio? Steve Porcaro ci spiega che un giorno, prima di andare in studio di registrazione sua figlia era tornata a casa che gli aveva raccontato di essere stata trattata male da un suo compagno di scuola delle elementari, e non se ne faceva una ragione tanto che lei continuava a chiedergli: Perché mi ha fatto questo? (Why?). E la risposta fu: perché è la natura umana! Tutti quei Why? Gli sono risuonati talmente tanto nella testa che una volta arrivato in studio di registrazione è nata l’idea di Human Nature (che fu inserita nell’album Thriller di Michael Jackson, ma lo dico solo per ripetere, sicura che già lo sappiate tutti).

Gira che ti rigira, ci scappa un ringraziamento ancora una volta a loro, the one and only, The Beatles, perché pare che Steve Lukather abbia iniziato a suonare la chitarra grazie a loro, e li tributa con While my guitar gently weeps.

Chiaramente Africa ce la lasciano come penultima, ma con una versione pazzesca estesa che abbraccia la world music, e gli ZFG sul palco insieme a loro che suonano nel sentimento più bello che la parola famiglia, almeno a vederli insieme sul palco, possa racchiudere. Era comunque evidente l’enorme connessione fra loro, la felicità di esserci, consapevoli che forse non è stata sempre una strada dritta quella delle loro carriere, ma in ogni caso sono ancora qui, a fare quello che gli riesce meglio.

A questi e ad altri 40 trips around the sun!

 

La scaletta:

 

Devil’s Tower

Hold the Line

Lovers in the Night

Alone

I Will Remember

English Eyes

Jake to the Bone

Rosanna

Acoustic set (storytelling)
Georgy Porgy

Human Nature (Michael Jackson cover)

I’ll Be Over You

No Love

Stop Loving You

Piano Solo

Girl Goodbye

Lion

Dune (Desert Theme)

While My Guitar Gently Weeps
(The Beatles cover)

Make Believe

Africa

Home of the Brave

 

 

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