Live report a cura di Elena Careddu.

Ultima tappa milanese a sorpresa per il Jova Beach Party: il concerto organizzato in pochissimo tempo per recuperare la tappa di Albenga; una macchina che, nonostante il Derby in città, ha retto grazie all’ingentissimo dispiegamento di forze dell’ordine, steward, volontari e alla collaborazione di ATM e TRENORD.

17 tappe per le spiagge di tutta Italia, una media di 30.000 partecipanti per ogni concerto, effetti speciali e torri colorate, schermi imponenti da cui tutti potessero seguire il moto incessante di Jovanotti sul palco.
Un concerto per energici di tutte le età: dal professionista in camicia e gilet, al ragazzo palestrato a torso nudo, ai bambini che a fine serata dormivano sul prato avvolti nelle coperte.

Il Jova beach party è stata una festa, una festa in cui incontrare gli amici di sempre e quelli conosciuti magari nel lungo percorso, circa 3 km, per arrivare sotto al palco.

Un tumulto propagato per osmosi fino all’ultimo componente di questo pulsante e unico corpo umano, la pista di Linate trasformata in una discoteca a cielo aperto per 100.000 persone, una tribù che ha ballato ininterrottamente, quella di Jovanotti, che ha alternato i suoi successi più scanzonati al suo primo amore: la consolle da DJ alternandosi a Benny Benassi.

Il Jova beach party di Milano si è confermato l’evento più inclusivo dell’estate tra onde laser, fuochi d’artificio e lingue di fuoco che si innalzavano dal palco, grafiche ed enormi statue in carta pesta in omaggio a Woodstock e alla dea della fertilità e una gigantesca luna calata dall’alto al lato del palco.

Uno spettacolo che per nove ore ha visto la presenza del cantante arricchirsi di numerose collaborazioni anche inusuali con ospiti d’eccezione: in collegamento con il comandante Luca Parmitano dell’ISS un duetto interspaziale di “Non m’annoio“; le incursioni di Brumotti in bici; il duetto con Tommaso Paradiso, accompagnati da Dardust (che questa sera – 22 settembre – si esibirà a Blue Note di Milano) Takagi&Ketra, il rapper Salmo e una delegazione dei “Rock in 1000” che il 12 ottobre replicheranno con la formazione completa sempre sul palco di Linate.

Lorenzo di è esibito scegliendo abiti accessori e parei creati per lui da Dior in un concerto dei “posso“: posso volare, parlare alle persone con le canzoni, posso fare tremare la terra sotto la danza sfrenata di 100.000 persone, anche di quelle che non hanno in animo il ritmo, perché insieme il ritmo lo si trova, posso portare la spiaggia a Milano, posso far sì che tutto questo avvenga limitando imprevisti ed incidenti, posso recuperare i rifiuti lasciati sul prato dando loro nuova vita.

Le polemiche legate a questo tour non sono mancate, ma la musica, la voglia di stare bene insieme hanno prevalso su tutto in un evento che rimarrà nella storia della musica italiana e della città di Milano.

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