Tribute a tutto rock con War Pigs e Steel Tyrant al Jailbreak!

Posted on 14 maggio 2013 by Antonella Tocca

É tempo di tributi prestigiosi con ben due bands per questo giovedí 2 maggio al Jailbreak. Stiamo infatti per assistere al devasto, opera di The Warpigs, da proseguire a cura degli Steel Tyrant. Curiosi? Vi accontentiamo subito.

The War Pigs salgono su un palco già addobbato di croci rovesciate, teschi, ed ogni ammennicolo proprio dell’immagine di… Black Sabbath!

Sono quasi le 23 e siamo già in parecchi ad aspettare.
I primi muri di chitarre si abbattono sul pubblico. Look a tema con cuoio nero, croci, bambole vodoo e teschi, la band presenta la prima parte della scaletta dedicata a Ronnie James Dio, targata anni 80. Una prova di voce impegnativa per il vocalist, mentre i fans si radunano ai piedi del palco e Marco Palazzi degli Hush (cover Deep Purple) entra alle tastiere in via eccezionale per la ballad!! David si produce in un lungo virtuoso spettacolare assolo alla chitarra.
Alle 23 passate scatta il pezzo che dá il nome alla band: tempo di War Pigs. Il sound ha il sapore preciso dei live Black Sabbath. Nel nome delle tenebre il vocalist simula un’impiccagione con uno sgabello ed il filo del microfono e ci traghetta agli anni di Ozzy Osbourne. Dopo la chiusura classica a tutto volume con tanto di pipistrello, lumino rosso e manto da messa nera, The War Pigs lasciano il palco e noi siamo pronti per un’overdose di tributo Judas Priest nelle mani di Steel Tyrant all’alba di mezzanotte passata.

 

Dopo oltre 10 anni di attività, a formazione forte di Andrea Strappetti in voce, Salvatore “Sallyjoy” Federico alla chitarra, Giuseppe Cusano alla chitarra solista, Fabio Capulli al basso e Massimo ‘Max’ Moretti alle pelli & bacchette, la formazione romana é più carica di rock che mai e l’effetto si vede con l’impatto devastante sul pubblico del Jailbreak che é tutto in pista a pogare ed acclamare pezzo dopo pezzo. Il meglio dei Judas Priest per la voce impostata di Andrea sostenuta dall’ottima base ritmica ed esaltata dalle preziose polifonie delle chitarre. Si vola all’84 con Jailbreak il devasto é ‘On’; da qui in poi si può solo salire, e l’atmosfera é sempre più carica ed accesa. Un momento melodico con Victim of Changes mette in luce la bravura dei chitarristi con l’epico attacco. Scatenato sugli acuti Andrea, Rayban e sciarpa di teschi e grinta da ventenne, passa al brano dedicato ai fans: Steel Tyrant tutto per noi stasera. Epici, mitici, come vi vogliamo. E si sente dagli applausi.

 

Ringraziamo Stirred Zone, il Jailbreak e le band.

 

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