Balmung

Balmung

Questo 9 Aprile 2013, a pochi mesi di distanza dal loro ultimo concerto, tornano ad esibirsi al Closer Live Club di Roma The Balmung,  gruppo progressive rock della capitale. I cinque proggers sono molto noti e stimati tra le band romane emergenti grazie al loro sound che nasce da una armonica fusione di sonorità’ progressive e psichedeliche, frutto delle diverse esperienze dei componenti.

Il nome del gruppo trae origine da quello della spada di  Sigfrido, eroe dei Nibelunghi, ….” un’arma con la quale combattiamo contro la discografia organizzata.. ” come hanno affermato i frontmen del gruppo in una recente intervista radiofonica, con un chiaro intento polemico che  fa presagire quel senso di ribellione contro le ingiustizie della società, che ritroviamo infatti palese in uno dei brani più famosi del gruppo.

I testi  sono molto profondi, con temi che spaziano tra l’onirico, il filosofico ed il reale, (“… e con l’aggiunta di una  piccola dose di umorismo”, come The Balmung stessi tengono a precisare) in  cui si esalta la vena poetica del fondatore ed anima del gruppo,  Claudio Pelliccioni, cantante, chitarrista, compositore, produttore.
Tutti i brani del meraviglioso album “Le porte della noia” uscito nel 2012, album che ha ottenuto un grande consenso di critica e pubblico, sono di sua creazione, “…brani originali e rigorosamente in Italiano “, di cui stasera ascoltiamo una selezione live.

Siamo certi quindi  che assisteremo  ad una bellissima e coinvolgente serata rock; veniamo comunque subito avvertiti dal simpatico staff del Closer che per motivi imprecisati i gruppi inizieranno a  suonare con notevole ritardo rispetto all’ora stabilita.

Mentre l’attesa si protrae, si avvicina per i saluti il frontman dei Balmung, Claudio Pelliccioni,  che salutiamo cordialmente a nome della nostra  redazione. Intraprendiamo con lui una piacevolissima conversazione nella quale, con entusiasmo e disponibilita’, il cantautore ci rende noti i progetti del suo gruppo, la consapevolezza di aver prodotto, con “Le porte della noia”, un lavoro di alto spessore artistico, apprezzato anche all’estero, e ci fornisce chiarimenti sulle tematiche di alcuni brani che verranno eseguiti stasera. Quasi un’intervista estemporanea che ci sembra giusto condividere con i lettori. Dalle sue belle e misurate parole, Pelliccioni si rivela infatti un’ artista colto, raffinato e sensibile, e con lui ed altri colleghi affrontiamo anche il problema molto importante delle difficoltà di vario genere che i gruppi emergenti  devono affrontare per farsi spazio nell’universo musicale della nostra città’. Ci si presentano inoltre tutti i componenti del gruppo che conosceremo poi meglio durante il live. Sono le 23 esatte quando finalmente scendiamo nella sala concerti del Closer.

I supporters della serata sono tre giovani rockers che fanno parte di un progetto musicale del bassista Emiliano Guiducci, e che a loro volta compongono con altri due elementi  un gruppo rock  denominato “I Graffi sul Parquet“. Emiliano Guiducci ha gia’ all’attivo un album intitolato “Ho concesso troppo” pubblicato da Banana Records, e sta preparando un lavoro chiamato “Sogni bruciati ed oltre”, ancora da produrre  ma da cui stasera ci farà  ascoltare una selezione di brani. Paolo Iovane alla chitarra, Emiliano Guiducci al basso, e Alessio Pompei (che stasera  suonerà con entrambi i  gruppi) alla batteria danno luogo ad un’ottima performance che  possiamo inquadrare nel genere musicale dark rock, e lo stesso Emiliano Guiducci, scrivendo alla nostra redazione, conferma la nostra impressione, ritenendo pertinente anche il nostro paragone tra il suo gruppo ed i primi Litfiba.
La band chiude alle 23,30 dopo aver ringraziato i presenti.
La scaletta
1) Perso da Sogni bruciati e oltre
2) Il terzo Dono
3) Una parte di me
4) Stremato da Ho concesso troppo

Finalmente giunge il momento dell’ esibizione dei Balmung, gli headliners della serata, dai brani pieni di atmosfera, di poesia. Sono le 23,30 quando Claudio Pelliccioni, voce e chitarra ritmica, Patrick Auletta  chitarra solista, Luigi Nespeca, al basso, Alessio Pompei alla batteria e Francesco Galvan alle tastiere salgono sorridenti sul palco del Closer; l’atmosfera creata dal gruppo ci regala bellissimi momenti sin dal primo brano della serata, l’interamente strumentale Brown Jenkin che è anche il pezzo iniziale dell’album Le porte della noia. Si prosegue con il secondo brano, Sola. La serenità, l’affiatamento e la bravura  del gruppo che si accinge  a regalarci uno dei brani piu’ belli e poetici di tutto l’album, Sogno “fugale“, contagiano la sala del Closer. Sogno “fugale”, come ci ha spiegato poc’anzi Claudio Pelliccioni, è stato concepito dall’autore in un momento di  profonda meditazione giovanile; vi è stata aggiunto, come parte finale il frammento  di un altro bellissimo  brano strumentale, Suite for Siegfried. Ultimo brano in scaletta, Le porte della noia, che da’ il titolo all’album, ed è considerato dalla band il brano rock più classicheggiante dell’intero album.

E’ trascorsa circa un’ora  e mezza dall’inizio del live, la serata volge al termine; il pubblico, come tributo alla qualità della musica dei Balmung, chiede ed ottiene un meritato bis che ci trova pienamente d’accordo, ed allora ecco il brano più veemente dell’intero album, una protesta rabbiosa, con una sottile ironia contro la società odierna, schiava del denaro e corrotta, ed il suo disfacimento morale. Il pezzo che si intitola “Quelli come me” conclude un avvenimento veramente imperdibile che vorremmo rivivere presto.
La scaletta
Brown Jenkin
Sola
Sogno fugale
(Suite for Sigfried)
Le porte della noia
Quelli come me

Ringraziamo le bands ed il Closer  Live Club per averci  ospitati.

 

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