Un album per raccontare in prima persona

Giovedì 27 novembre si è svolto lo showcase di Roberto Casalino alla libreria caffè N’Importe quoi, dove ha presentato il suo secondo album da solista “E questo è quanto“.

Arrivato alla libreria vengo invaso da un atmosfera calda e intima, il posto è ricco di dettagli che si sposano perfettamente con la struttura della serata che prevede musica e parole con la presenza di Stefano Mannucci, storico giornalista de “Il Tempo”.

La composizione dello showcase prevede, oltre a Roberto Casalino, il musicista e cantante Michele Amadori alle tastiere e Simone Sciamanna alla chitarra.

Casalino è una delle firme più conosciute nel panorama musicale italiano, ha scritto per molti cantanti italiani tra cui Giusy Ferreri,Alessandra Amoroso, Emma, Annalisa, Nina Zilli, Marco Mengoni, Fedez e Francesco Renga, solo per citarne alcuni.

Roberto Casalino ha avuto e continua ad avere un grande successo come autore ma sente oggi il bisogno di interpretare personalmente alcuni dei suoi testi, una nuova sfida ambiziosa in un ambiente solitamente spietato che “condanna” e confina a ruoli ben determinati. Se nasci autore musicale lo sarai per sempre.

Durante la serata, oltre ai brani del nuovo album, vengono proposte canzoni scritte da Casalino per altri artisti italiani. Ascoltiamo per esempio l’Essenziale, A un isolato da te, Non ti scordar mai di me, e molte altre.

Sono piacevolmente impressionato da alcune canzoni del nuovo album come Portami a casa, Torno io se torni tu, Ventidieci e In un istante, quest’ultima canzone mi colpisce immediatamente per la semplicità della musica e l’alto tasso poetico del testo. Assolutamente fantastico.

La serata procede tra canzoni e momenti divertenti, grazie alle domande di Stefano Mannucci e alla simpatia di Casalino. Il pubblico ascolta attentamente tutti i brani, catturato dalle parole. La forza di Casalino sta nell’interpretazione dei suoi brani,una voce che diventa uno strumento potente e graffiante, emoziona e convince.

Si conclude il concerto tra sorrisi e volti soddisfatti e nella strada del ritorno mi torna in mente un simpatico e interessante dibattito tra il giornalista Stefano Mannucci e Michele Mondella sull’uso della definizione “cantautore”. Mondella si interroga e ci interroga sul significato di questo termine e sulla necessità di trovare un altra parola per descrivere un certo tipo di artisti. Lo trovo interessante.

Dopo questa serata vedo in Casalino una persona che riesce in parole semplici a smuovere grandi sentimenti, apparentemente comuni ma molto difficili da raccontare musicalmente oggi. Non credo ci sia un termine per definire una persona, soprattutto a livello artistico. Mi sembra una recinzione alla creatività. Oggi Casalino è questo ed essendo un artista deve essere libero di potersi esprimere senza etichette ne catalogazioni ben definite.

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