Enrico Ruggeri torna con i Decibel nella cornice del Festival Dell’Unità di Roma preso il Macro di Testaccio.

Enrico Ruggeri e Decibel

«Ho trovato quella vecchia cicatrice procuratami con una spilla,
è finito male chi mi maledice: è durato quanto una scintilla.

Sono stato punk prima di te, sono stato più cattivo
suonavo l’heavy metal quando tu eri chiuso nell’asilo.

Sono stato punk prima di te, sono stato sempre contro,
Figlio della notte quando tu eri con la palla al centro
»
(Punk prima di te – Enrico Ruggeri)

Era il 1977 quando in una cantina milanese nascevano i Decibel dalla fusione delle band Trifoglio e Champagne Molotov. Un anno dopo incidevano il loro primo 33 giri, inno alla loro musica punk-rock dal titolo Punk.
A circa quart’anni dalla loro fondazione nasce di nuovo il progetto, e l’esigenza, di tornare al lavoro insieme. Con gli storici Silvio Capeccia alle tastiere e Fulvio Muzio alle chitarre Ruggeri compone i brani e le musiche di Noblesse Oblige, uscito lo scorso marzo per Sony Music Entertainment. Dodici brani inediti e due grandi successi, Contessa e Vivo da re, per omaggiare il grande ritorno.

Così come un tour in giro per l’Italia che li ha portati sul palco romano del Festival dell’Unità. Con Lorenzo Poli al basso, Massimiliano Agati alla batteria e Paolo Zanetti alla chitarra i Decibel hanno inondato di ottima musica la fresca serata capitolina.

Un concerto tutto suonato alla vecchia maniera, come ci tiene a precisare il Rouge durante il live «senza groove e senza macchine».
I nuovi brani di Noblesse Oblige si intrecciano con i successi da solista di Ruggeri, la sempreverde Punk prima di te, Quello che le donne non dicono, Ti avrò, Primavera a Sarajevo e Il mare d’inverno. E ancora via la giacca e l’asta del microfono per Quello che le donne non dicono.

Enrico Ruggeri e Decibel

Suggestioni musicali si intersecano a ritmi crudi e graffianti, con uno stile unico e un occhio al punk rock che ha sempre accompagnato la band. Idee, testi, musica e una presenza scenica immutate dopo quaranta lunghi anni.

Ci sono voluti ben diciannove anni per sentirli di nuovo insieme, ma che spettacolo! È stato come tornare alla fine degli anni 70 e poi catapultarsi fino a oggi accorgendosi che la buona musica non muore mai.
E pensare che oggi Silvio Capeccia nella vita è un imprenditore e Fulvio Muzio un primario ospedaliero.

Enrico Ruggeri e i Decibel hanno suonato e cantato:
Il futuro è un’ipotesi
Il portiere di notte
La bella e la bestia
Il primo livello
Il lavaggio del cervello
A disagio
Ti avrò
Primavera a Sarajevo
Il mare d’inverno
Gli anni del silenzio
Punk prima di te
Vivo da re
Universi paralleli
Quello che le donne non dicono
Il primo amore non si scorda mai
Peter Pan
Polvere
Poco più di niente

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