12 anni di attività, ad oggi viva e costante, 3 membri (Pete Bernhard alla chitarra, Lucia Turino al contrabbasso, Cooper MacBean al tenor banjo e alla seconda chitarra), 7 album realizzati, più di 81000 fans sulla loro pagina Facebook: sono solo alcuni dei numeri che alimentano la fama di questa grande band.
Sto parlando dei The Devil Makes Three, e se per caso ancora non li conosceste – confesso: in tal caso non potrei che essere dispiaciuta – non preoccupatevi: ho chiesto a Pete di rispondere ad alcune domande, voi non dovete far altro che leggervi l’intervista.. e poi correre ad ascoltarli! Che aspettate?

– Parto con la più banale delle domande: come descrivereste voi e la vostra musica? E’ piuttosto complicato riuscire ad inquadrarvi in un genere ben preciso.

Sì, è difficile inquadrare noi e la nostra musica, e ci piace che sia così. Penso che il modo migliore per descrivere il nostro sound sia quello di venirci a vedere dal vivo e decidere da te. Come disse un grande uomo, “La bottiglia da cui veniamo non ha etichetta” (Pete nell’intervista dimentica di citare la fonte ma noi di Centodecibel, che ne sappiamo una più del diavolo, vi sveliamo che si tratta di Captain Beefheart, N.d.r.). Diamo il nostro meglio proprio al di fuori di qualsiasi inquadratura, credo.

– Ho avuto modo di vedere alcune vostre performance live (con mio rammarico solo attraverso il web… A proposito, in caso vogliate fare una capatina a Roma, sappiate che io ci sarò) e mi siete sembrati molto amalgamati, in perfetta armonia. Scommetto che alla base del vostro rapporto professionale ci sia una solida amicizia. Dicci qualcosa sulla genesi della band.

Ci conosciamo da sempre: Cooper ed io siamo amici quando avevamo entrambi solo dodici anni, ed abbiamo conosciuto Lucia al liceo. La nostra band è indubbiamente costruita sulla solida base dell’amicizia, e penso che ogni band dovrebbe fare il possibile per rimanere unita durante tutto il proprio percorso lavorativo. Traiamo tutta la nostra ispirazione da grandi cantanti e cantautori folk, country e blues, copn un po’ di jazz gettato qua e là (siamo imprescindibilmente legati a Django). Quello che ci auguriamo è che la nostra musica riesca a mantenere sempre in vita la tradizione che amiamo.

– Voi venite dalla California, ma la vostra fama si è espansa anno dopo anno in molte altre nazioni. Dove si trovano le città che più amate, i posti perfetti per suonare? E dell’Europa che mi dite?

Oltreconfine, finora, abbiamo avuto modo di suonare solo in Francia. Questo sarà il nostro primo vero live tour europeo, e ci auguriamo che tutti i nostri spettacoli futuri possano essere altrettanto belli. I nostri shows in Francia erano fantastici, soprattutto quelli al sud. Il nostro posto ideale? Un piccolo teatro dove le persone possano scegliere se sedersi o ballare sottopalco. La nostra città preferita per suonare negli U.S.A. è New Orleans.

– Nell’arco della vostra carriera avete sfornato bellissimi brani a bizzeffe: ce n’è uno che preferisci, a cui sei particolarmente emozionato? Quale e perché?

Amo praticamente tutti i nostri pezzi, non ho una canzone prediletta. Spero sempre che il miglior brano sia quello che deve ancora venire, che deve ancora essere scritto, e che come autori e musicisti andremo sempre migliorando. Penso che la canzone migliore sia quella che non si è mai stanchi di ascoltare o suonare dal vivo.

– I nostri lettori sarebbero lieti di saperne di più sui The Devil Makes Three. Raccontaci una cosa che non sia mai stata detta pubblicamente finora: qualcosa di divertente, un aneddoto bizzarro, un piccolo segreto che vi riguarda…

Siamo tutti, segretamente, membri degli Illuminati, e controlliamo tutti i governi mondiali. Abbiamo anche il pieno controllo dei vostri telefoni, stiamo raccogliendo informazioni su qualunque individuo del pianeta. Faremo partire il programma di controllo mentale dell’intera popolazione solo dopo che avremo terminato il nostro tour, a partire da quel momento il nostro esercito di robot ciclopi provvederà ad eliminare i più deboli dalla Terra.

Sempre segretamente, tutti e tre ascoltiamo un sacco di Metal.

– Wow, questo sì che è “illuminante”! Chi l’avrebbe mai detto che i The Devil Makes Three fossero… Dei metallari? Grazie per il tempo concessoci. Mi piacerebbe concludere con un saluti ai vostri fans italiani: cosa ti piacerebbe dire alla gente che vi segue? E a chi invece non vi conosce ancora?

Durante il nostro prossimo tour faremo tappa a Milano (suoneremo il 6 Giugno al Lo Fi); non vediamo l’ora di suonare per voi, grazie per il vostro sostegno. Il nostro ultimo album “I’m a Stranger Here” uscirà in Europa poco prima dell’inizio del tour, e noi speriamo d tornare in Italia il prima possibile. Venite a vederci!

Pete Bernhard e i Tdm3

 

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