Prima di uno dei loro numerosi concerti sul suolo capitolino, abbiamo incontrato i Luminal (Alessandra Perna, Carlo Martinelli e Alessandro Commisso). E prima del live tenutosi lo scorso mese al Brancaleone, abbiamo scambiato due chiacchiere con Carlo, voce e basso della band.

–    Miglior band 2013 al MEI ed ora siete in classifica come miglior rivelazione live di KeepOn. A cosa è dovuto tanto riscontro? Perché secondo voi piacete tanto?

È un errore tutto quanto! In realtà fanno tutto i Deep Purple, noi mettiamo solo il nome e la faccia. Scherzi a parte, non so perché piacciamo alla gente: noi continuiamo a rimanere con i piedi sottoterra, neanche per terra. Speriamo continueremo a piacere e a continuare così.

–    Chi si occupa della stesura dei testi e dell’arrangiamento musicale?

I testi li facciamo io ed Alessandra: di solito chi scrive canta i pezzi. Per i primi due dischi è stata una cosa un po’ più “casuale”, un po’ più selvatica: c’era un’ispirazione, la buttava giù e poi la affrontavamo, più spontaneo, ma anche in senso negativo; invece questo disco è stato più ragionato. Per le musiche invece si parte da qualche rif di basso e poi in sala studio si ricrea tutto.

–    Siete all’attivo dal 2008. Come si è evoluta la vostra musica?

Fino al 2011 eravamo una cosa, con una formazione diversa; poi siamo diventati tutt’altro: prima eravamo un gruppo rock con una formazione più tradizionale ed influenze precise; quando la formazione precedente si è sciolta ci siamo ritrovati con la possibilità anche mentale di poter fare qualunque cosa e siamo diventati un gruppo per certi versi punk. Quindi per noi (ma spero anche per gli altri componenti) lo scioglimenti è stato un fatto positivo.

–    Chi è stato il vostro mentore?

Sicuramente il nostro produttore, Daniele, che ci ha dato molti strumenti e molta energia per fare questo disco, come se fosse un componente della band. Per il passato, invece, Cristiano Santini, che ha avuto un ruolo simile e credo che nemmeno senza di lui saremmo arrivati da nessuna parte

–    “Detestiamo, prima di tutto, tutto! Però dato che ci viviamo in mezzo proviamo a parlarne, parlarci, accettare il fatto di farne parte, ma lo facciamo noi”. Queste parole si leggono su fb. Chi di voi l’ha scritto?

L’ho scritto io! Ci piacciono le persone chiare ed oneste e ci piace relazionarci col mondo in modi diversi.

–    A chi potrebbero piacere i vostri testi? A chi è rivolta la vostra musica?

Le nostre canzoni ho visto che piacciono sia alle persone come noi (e diciamo che è questo l’obbiettivo primario), ma vengono capite anche da persone che superficialmente sembrano diverse ma che poi in fondo hanno un qualcosa che sentono come noi. Quindi possono piacere ad insospettabili e non piacere a sospettabili.

–    Abbiamo detto che siete entrati nella classifica come miglior rivelazione live. Perché? Nel senso, cosa ci si deve aspettare ad un vostro concerto?

Anche in questo caso, non lo so! È un concerto sicuramente strano perché mancando la chitarra ci siamo tolti un paracadute di salvataggio: la chitarra riempie e fa tanto. Io prima ero chitarrista e questa cosa l’ho vissuta male, ma forse è divertente proprio per questo.

–    Quali sono stati i vostri inizi?

Abbiamo avuto background molto diverso e a un certo punto le nostre strade semplicemente si sono incrociate.

–    Sogno nel cassetto: una collaborazione con..?

Abbiamo veramente un sacco di miti. C’è la possibilità di realizzare un progetto molto simile ad un sogno nel cassetto, quindi per scaramanzia non lo dico.

–    Quando non vestite i panni dei Luminal, chi siete?

Non siamo nient’altro. Non sono delle vesti: siamo quello che siamo! Facciamo dei lavoretti brutali, faticosi e veloci, ma ripeto non vestiamo delle vesti.

–    Si può vivere di sola musica oggi, secondo voi?

Dipende da quello che fai. Se fossimo più paraculi sarebbe decisamente meno difficile. È difficile perché nessuno ti regala niente. Non si deve commettere l’errore di voler vivere di musica solo perché si stringe uno strumento in mano. Oggi non viviamo di musica, forse un domani, ma no è questo l’importante.

–    Il 2013 è stato l’anno di Amatoriale Italia e di alcune già citate soddisfazioni. Il 2014 sarà l’anno in cui i Luminal…

…in cui proveremo a fare il disco nuovo. Non so cosa ne verrà fuori, ma ci proveremo e speriamo che continueremo a suonare tanto.

–    Carlo, ti ringrazio per il tempo che mi hai dedicato e ti lascio l’ultima parola per i nostri amici lettori

100 Decibel è la giusta quantità di decibel per un concerto, anche se oggi c’è il limite. 100 Decibel fa diventare sorde le persone… è bellissimo!

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