Gli scorsi venerdì 19 e sabato 20 Luglio, Città Dell’Altra Economia è stata lo scenario di MarteLabel Fest, un festival di due giorni dove si sono alternati volti più o meno conosciuti e gruppi più o meno emergenti del panorama musicale.

Nella prima serata protagonisti indiscussi sono stati gli scoppiettanti NOBRAINO, anticipati nell’esecuzione da gruppi di non meno dubbia bravura.
I primi a salire sul palco sono stati i Petramante, band umbra, composta da Francesca Dragoni, Simone Stopponi, Maurizio Freddano e Alessandro Graziani. Anche se la presenza femminile in questo caso è stata in minoranza nulla l’ha sminuita la voce di Francesca non passa inosservata o meglio inascoltata in questo caso, la band umbra scalda i cuori e l’anima dei presenti. Immediatamente dopo il palco ha ospitato gli UnderdogBarbara Basie Win’Niewska, voce; D.ego Pandiscia, voce e chitarra; Alberto Fiori, al piano; Francesco Ceprano Cipriani alla chitarra; Alberto Vidmar al trombone; Michele Di Maio; al violino. Caratterizzati sempre da presenza femminile, una biondina gracile e delicata in un vestitino nero elegantemente semplice e a piedi nudi, ma dalla potente voce. Voce che, per alcuni versi, potrebbe essere paragonata a quella di Petra Magoni di Musica Nuda. Tra distorsioni e animazioni sul maxi schermo alle spalle degli artisti, il pubblico è partecipe di un dialogo interpersonale tra un uomo ed il suo preservativo: Mr Condom. Il ritmo del quarto brano si fa più galoppante. Birra alla mano per lui, acqua per lei e la quinta canzone con la sua intro strumentale dà il tempo agli artisti di prender fiato. L’atmosfera muta in qualcosa di più soft, ma non dura molto, perché il ritmo è sempre pronto a diventare nuovamente incalzante. Cuore matto, in una versione tutta personale, è l’omaggio della band a Little Tony e il brano che segna la loro stupefacente esibizione. E’ poi la volta di Dellera, progetto parallelo di Roberto Dell’Era, bassista degli AfterHours. Tra l’alternarsi di chitarra, fiati e tastiera, viene riproposta l’esperienza musicale dell’artista con il british sound che non si discosta delle premesse neanche per l’ultimo brano annunciato come il più ballabile che va a chiusura di ogni loro concerto.

Poi l’attesa per gli headliner termina e sul palco salgono i NOBRAINO, quintetto romagnolo composto da Lorenzo Kruger (voce), Bartok (basso), Néstor (chitarra), Vix (batteria) e David Jr Barbatosta (tromba). Il concerto ha inizio con Il Minotauro, che coinvolge subito il pubblico con un sound un po’ rock e un po’ indie. La voce calda di Kruger, alla De André, accompagna per poco più di un’ora. Sessanta minuti in cui non è mancato nulla: l’aver capito perché si chiamano NOBRAINO, le variazioni di strofe durante l’esecuzione di Titti di più, pezzi country, un rifacimento di L’Italiano di Cutugno e un bagno di folla con una passerella improvvisata. Dopo il primo brano, la magia dei NOBRAINO continua a contagiare il pubblico. Lo Scrittore, Esca Viva, brano snobbato dai fans ma che continuano a riproporre fino a che non verrà capito a dovere, e via via i vecchi brani fino ad arrivare a Cani E Porci, contenuto nell’ultimo album Disco D’Oro, per poi concludere con Bifolco. Ma come accade per i migliori concerti, un bis non poteva essere negato e quindi di nuovo sul palco per Strano E Inaffidabile.

La seconda serata ha visto nuovamente l’alternarsi di quattro gruppi. Marzia Stano, per il pubblico UNA,  è stata la prima artista a salire sul palco. Una biondina tutto pepe, grintosa e determinata che, anche se il pubblico non era numeroso, ha saputo ugualmente tenere il palco e fare della sua esibizione uno show energico. Il 7 maggio scorso è uscito il suo album, Una Nessuna Centomila, un album che affronta le problematiche sociali della crisi, ma anche le crisi interiori che si devono affrontare nei momenti di ripresa dai brutti periodi. Soprattutto contiene un rimedio “antisfiga”, che allontana le energie negative, scacciandole con un ritornello semplice da canticchiare fatto da semplici “la la la”.
Dopo averci salutato, è il momento della rivalsa del cantautorato italiano che con Giacomo Toni e 900 Band si preannuncia davvero eccezionale. Sul palco dunque prendono posto: Giacomo Toni (voce e piano), Alfredo Nuti dal Portone (chitarra), Roberto Villa (contrabbasso), Marco Frattini (batteria), Gianni Perinelli (sax tenore), Enrico Giulianini (sax baritono), Marcello Jandu Detti (tromba). E le le aspettative non vengon0 disattese. Il 23 Aprile è uscito Musica Per Ambulanze che contiene L’Autoambulanza, che ha anticipato l’uscita del disco e di cui Toni dice: “canzone nata ascoltando una sirena di un’ambulanza, sotto casa, quando vivevo a Bologna. La sirena forse era rotta e il suono aveva una metrica dispari, riconducibile a una struttura che alternava il 4\4 al 5\4. Da qui l’idea di creare un personaggio che seguisse l’episodio musicale, tra la presenza e l’assenza. Così, mettere una vecchia tra la vita e la morte dentro a un’ambulanza guidata da quattro  squilibrati mi è sembrata una soluzione piacevolmente truce”. Per poi non parlare dell’eccezionale Il Bevitore Longevo, dove c’è la ricetta segreta per la longevità: “Ogni giorno, dalle 8 fino alle 6, io fumo tanto e bevo bene, e mi faccio i fatti miei” recita il testo. Con l’ultimo brano salutano e vorrebbero insegnare qualcosa di molto importante: “la somma del quadrato costruito sull’ipotenusa è uguale alla somma dei quadrati costruiti sui cateti e la stessa si trova al lato opposto dell’angolo retto. Ma se lo dicessi risulterei come una specie di mezzo matto”
Segue poi un gruppo multietnico e davvero scoppiettante. Sono gli Inbred Knucklehead: Mike Botula (voce e basso), Kristian Mellergaard Hansen (chitarra), Dario Sacco (batteria) e Marco Vallini (rap vocals).

La prima cosa che salta all’occhio, è l’energia che sprigiona questo gruppo così ben amalgamato, che con in loro inbred sound coinvolge il pubblico ormai numeroso e voglioso di ritmo. Le loro canzoni sono scandite da ritmi incalzanti e “saltellanti”, e basta vedere le coreografie improvvisate da Mike e Marco per capire quanto divertente sia il loro show. Con quei grandi occhialoni da mosca, Marco continua ad andare su e giù per il palco senza perdere una sola nota, mentre Mike fa impazzire con i suoi attacchi e i suoi giri di basso, soprattutto durante l’esecuzione del quarto brano dove il duetto Basso-Batteria infuoca gli animi degli spettatori ed è tanto il calore sprigionato che Marco non può far altro che prendere il suo cappello e dare un po’ di refrigerio a Dario, sventolandoglielo sul viso, mentre con le sue bacchette s’improvvisa giocoliere.

Luci basse e cambio palco annunciano l’ingresso dell’ultima band che segna la fine della serata ed anche del MarteLabel Fest. In pantaloni bi-color, la loro classica divisa, fanno il loro ingresso Luca Romagnoli (voce), Marco Di Nardo (chitarra), Nicola Ceroli (batteria) e Luca Di Bucchianico (basso), loro sono i Management Del Dolore Post Operatorio. C’è chi prima di un’esibizione riscalda la voce e chi fa riscaldamento fisico: una corsettina sul palco e Romagnoli è pronto per dare il meglio di sé. I Palazzi da’ il via al loro momento sulla scena e ci mettono poco a scaldare il pubblico, che inizia ben presto a pogare. Una richiesta, che vuole essere una piccola allusione al concertone del Primo Maggio, fa scoppiare l’ilarità tra il pubblico. Bisognoso di calore, quello umano però, non quello ipocrita del sole che ha fatto un patto con l’orizzonte, si tuffa in mezzo al pubblico per un bagno di folla. Il coinvolgimento della platea è talmente elevato che poco dopo succede l’opposto: è il pit ad essere invaso dal pubblico. Le istituzioni e il governo sono il bersaglio della loro rabbia ed indignazione: “sono quelli lassù che hanno reso il popolo triste, perché tristi siamo più facilmente governabili.

Dovremmo lottare di più per le nostre idee e non lasciarci influenzare dall’opinione dei più, per fare della nostra vita un capolavoro senza invidiare nessuno”. Poi arriva il momento dei saluti e quale saluto migliore di una favola della buonanotte? L’aneddoto è tratto da Il Piccolo Principe: il piccolo principe chiese al contabile cosa stesse facendo. Il contabile gli rispose che stava contando le stelle per metterle in banca e farle sue. Incredulo e po’ divertito, il Piccolo principe disse che le stelle non potevano essere sue, perché “una cosa è tua se te ne prendi cura, se quella cosa ha bisogno di te. Sul mio pianeta ho una rosa: il giorno la proteggo e la sera la metto sotto una campana di vetro. Nell’universo ci sono tante rose, ma la mia è la più bella. Non c’è ragione di vivere senza un sogno, e quel sogno è tuo se ti fa andare avanti, se ti brucia lo stomaco per tutte le schifezze che devi ingoiare”. Anche loro ingoiano schifezze, ma lottano per quell’ora in cui calcano un palco: è lì che si sentono veri, che si sentono vivi. Dopo questa storiella piena di significato, Norman e Auff chiudono la serata. Testi ironici e grande presenza scenica: ingredienti a dir poco indispensabili per un ottimo show, e che questo quartetto abruzzese sfoggia in modo spontaneo.

Ringraziemo MarteLabel e Città dell’Altra Economia per l’ospitalità.

per saperne di più:

PETRAMANTE: http://www.facebook.com/Petramante

UNDERDOG: http://www.facebook.com/underdogband

ROBERTO DELL’ERA: http://www.facebook.com/robertodelleraofficial

NOBRAINO: http://www.facebook.com/nobraino

MARZIA STANO aka UNA: http://www.marziastano.it

GIACOMO TONI: www.giacomotoni.it/

INBRED KNUCKLEHEAD: http://www.facebook.com/inbredknucklehead

MANAGEMENT DEL DOLORE POST-OPERATORIO: http://www.facebook.com/managementdeldolorepostoperatorio

Comments

comments