Marco Cantini pubblica un nuovo singolo che anticipa un nuovo lavoro in uscita probabilmente nei primi mesi del 2018. Si intitola “L’Orrore”, un brano importante, dalle liriche assolutamente identificative di uno stile e di una letteratura che, senza troppi fronzoli, vuole richiamare. Il cantautore toscano parla di Elsa Morante, parla del suo romanzo “La Storia” e in particolare sottolinea le primissime pagine del romanzo, la vicenda dello stupro, l’infanzia di Nino e quello che sarà la nascita di Useppe frutto proprio di una passione “d’amore” rubata alla violenza della guerra. La Roma di quegli anni della seconda grande guerra nella canzone di Cantini si raffigura con un andamento dalle sfumature appena celtiche e con quel piglio di narratore dal timbro greve quasi noir. Bellissime tinteggiature di violino e di drumming “spazzolato”. Bellissima l’attrice – Valentina Reggio – che veste i panni di Ida Ramundo, in questo video che da pochi giorni ha fatto l’ingresso pubblico in rete e già porta a casa migliaia e migliaia di visualizzazioni.

La canzone d’autore di Marco Cantini è ancorata ad un tempo davvero lontano. Come ti interfacci con il presente decisamente industriale?
Non molto bene, temo. In realtà – so che potrà sembrarti una risposta contorta – il mio è un desiderio di raccontare il presente, il mio punto di vista, e attraverso la storia cerco di mettere in scena ciò che nella realtà potrebbe essere descritto solo attraverso analogie o metafore. Non avrei mai l’urgenza di raccontare un passato fine a se stesso. Deve essere un tempo – seppur lontano – capace di farmi riflettere, meditare, nella contemplazione del mondo che abbiamo oggi intorno a noi. Altrimenti sarebbe una sorta di puro e inutile manierismo.

Una canzone così elaborata secondo te oggi, perde dei pezzi nell’incontro con il pubblico?
Non saprei. Dipende anche da che tipo di pubblico si parla. Posso dirti che in generale le nuove canzoni legate a questo progetto – nel mantenere una linea fedele al romanzo – saranno più dirette, più narrative e probabilmente più recepibili rispetto a quelle di “Siamo noi quelli che aspettavamo”.

Elsa Morante….perchè? Un concetto di prosecuzione con l’attualità che ci circonda o un ritorno ad origini che abbiamo perduto?
Per me una base solida sulla quale riflettere del nostro tempo, partendo da un passato in fondo non troppo lontano. E per fare questo non possiamo perdere il rapporto con la nostra storia, con i fatti storici. Mi viene in mente una poesia di Caproni. “La Storia è testimonianza morta. E vale quanto una fantasia”. Ovvero tutto si confonde, la verità è come un’invenzione. Una provocazione tristemente attuale, oggi ancor più di ieri.

Un video assai interessante: al di la della bellezza di “Ida Ramundo” e di un certo gusto nel montaggio, una tua analisi sui contenuti?
Cinematograficamente parlando, difficilmente Valentina Reggio avrebbe potuto interpretare Ida Ramundo: la Morante non perde mai occasione per descriverla come una donna sgraziata, dal corpo informe, definendola addirittura anziana a 37 anni. Valentina ha interpretato una donna che in qualche modo rivive una violenza fisica, un sopruso, una costrizione, attraverso il romanzo.

Un disco sulla Morante in arrivo quindi?
Sì, un disco su “La Storia”: un omaggio a Elsa Morante e in qualche modo un altro mio tentativo di resistere.

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