Report a cura di Davide Parolin foto di Stefania Marchi

Villa Lagarina Castellano si trova dopo un numero infinito di tornanti e immensi prati verdi come solo il Trentino sa presentare. La location dell’evento è proprio uno di questi prati, una scalinata naturale che termina proprio con il palco della band che il 2 agosto ha incendiato i cornucuori di tutti i presenti al concerto dei Litfiba.
I primi a salire sul palco tra l’impazienza del pubblico sono stati Fabrizio Simoncioni (tastiere), Franco Li Causi (basso) e Luca Martelli (batteria) ma è inutile dire che che alla comparsa di Ghigo Renzulli e Piero Pelù, lo zoccolo duro della band fiorentina, si è scatenato un boato enorme tra le bellissime montagne trentine, risuonando sino a valle.
Il live è cominciato con “Lo Spettacolo” e non c’é stata una sola persona tra la prima e l’ultima fila che non abbia cantato ogni singola nota di ogni canzone dall’inizio alla fine: i Litfiba sono un uragano di energia che Piero conduce come un perfetto direttore d’orchestra indirizzandola a chiunque gli stia di fronte o poco più in là.
21 canzoni a coprire quasi 2 ore di concerto: brani che vanno dai più recenti, come la veritiera “L’impossibile” o la trascinante quanto triste “Maria Coraggio“, passando per “Grande Nazione” (un ritratto reale del nostro paese) e “Sole Nero“, sino a quelli che hanno reso Piero e Ghigo dei monumenti musicali, quali “Fata Morgana“, “Gioconda“, “Paname” e “Regina di Cuori“. Durante quest’ultima canzone il pubblico femminile trentino non ha però accolto la provocatoria richiesta di “mostrare i balconi fioriti” da parte del frontman fiorentino.
“Vivere il mio tempo” e “Lacio Drom” hanno dato un tocco mistico alla causa, sotto un cielo che prometteva pioggia ma che ha invece premiato con le stelle, una cornice perfetta.
Si è arrivati alla fine con “Eutopia” e “Cangaceiro”, ma tutti sanno che un concerto dei Litfiba non è un loro vero concerto se non si saluta come si deve sua santità “El Diablo”, con tanto di rito pagano ideato dalla stessa band. Hanno infatti fatto abbassare tutto il pubblico per poi vederlo saltare come cavallette sulle note della Gibson di Ghigo mentre Pelù non esitava a mischiarsi con le prime file, facendo sentire tutti parte di una sola grande famiglia.
Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia!” scrisse un loro compaesano secoli or sono, ma per questi cinque Ragazzacci toscani la giovinezza pare proprio non fuggire mai, ma bensì consolidarsi ogni anno sempre di più.

SETLIST:
Lo spettacolo
Grande Nazione
Impossibile
Sole Nero
Straniero
Vivere il mio Tempo
Spirito
Fata Morgana
Maria Coraggio
Barcollo
Oltre
Dimmi il nome
Dio del Tuono
Resta
Paname
Regina di Cuori
Gioconda
Lacio Drom
El Diablo
Eutòpia
Cangaceiro

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