L’immaginario del trio di Augusta lascia davvero poco spazio ad altre soluzioni. Tra l’altro vi segnalo immediatamente i video clip che troviamo in rete in quanto a gusto e coerenza, anche questa divenuta cosa assai rara. Sono i LeadtoGold, Sergio e Sebastiano Longo assieme alla bellissima Giulia Serra che portano avanti un progetto che oggi si arricchisce di questa prima pubblicazione ufficiale dal titolo “I”. Quando un concetto di burlesque diviene quel rock fumoso che poi alla fine si tinge di rum e tanto altro ancora. Scenari visionari e un poco strafottenti, momenti alla “Pulp Fiction”, assaggi dell’America anni ’70, di piombo e di trasgressione. Eppure, inaspettatamente (dico io) ci diranno provenire anche da ispirazioni come Massive Attack o Kendrick Lamar. Dunque il contenitore di spunti e di provocazioni al bel gusto pop italiano è ricco di cose per niente scontate. Un disco che avremmo voluto vedere assolutamente stampato in vinile…

Credo che tutti vi chiedono in continuazione: come mai l’immaginario attinge a terre ed epoche così poco nostre come italiani? Da dove nasce questo processo di creazione?
In realtà il nostro immaginario non è poi cosí distante dal contesto in cui viviamo. I nostri testi parlano di alienazione, perversione, sesso, sono concetti che non hanno una provenienza territoriale. Al contempo il nostro immaginario visivo (foto, video) è fortemente influenzato dal cinema o dalle nostre letture.

E nelle immagini dei vostri video riuscite benissimo a vestire questi panni… chi è che cura i dettagli e la realizzazione dei video?
Ci siamo sempre occupati personalmente della realizzazione dei videoclip, cosí come di concepire la nostra immagine all’esterno. Ad eccezione dell’ultimo videoclip, 2.57, frutto della collaborazione con Viviana Santanello. Di base cerchiamo di curare qualsiasi aspetto personalmente, anche le grafiche.

Possiamo dire che in merito alla citazione del periodo e dell’immaginario, siete più didascalici e coerenti in video che nel suono?
Per noi non c’è una distinzione tra video e suono. Cerchiamo di rendere tutto coerente, immagini, suoni, testi e di portare avanti un immaginario unitario.

Artisti di riferimento? A chi dovete molto?
Dobbiamo molto ai Depeche Mode, soprattuto per le nostre prime produzioni; molto trip-hop (Portishead, Massive Attack), ma anche l’hip hop americano come Kendrick Lamar o Kanye West.

E per chiudere: LeadtoGold in questa scena italiana del mero commercio. Che ci state a fare? Non siete ancora scappati?
Ci piace fare le cose al contrario rispetto a come andrebbero fatte (ndr ride)

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