Joan Didion scriveva “Noi ci raccontiamo delle storie per vivere. […] Interpretiamo ciò che vediamo, selezioniamo la più praticabile delle scelte multiple. E, soprattutto se siamo scrittori, viviamo grazie all’imposizione di una linea narrativa sulle immagini più disparate”.

Ci sono storie che raccontano i nonni ai nipoti, quelle del loro vissuto, ci sono storie che fanno la Storia, fatte di uomini, ci sono storie fantastiche che ci fanno viaggiare con la fantasia e ci sono poi le storie che in musica colorano la nostra vita, quelle che ci raccontiamo davanti a una birra in compagnia di amici. Sono quelle storie che riempiono gli occhi di chi le ascolta con note ed emozioni.

Proprio una di queste storie ha per protagonisti un gruppo di ragazzi che fanno della musica il loro stile di vita, i Perturbazione, ed è ambientata a Roma, al Monk Club.

Tra luci soffuse e divanetti rossi sparsi per la sala lo spettacolo può iniziare con la voce di Tommaso Cerasuolo, la batteria di Rossano Antonio Lo Mele, il basso di Alex Baracco e la chitarra di Cristiano Lo Mele. E, come se non bastassero i quattro ragazzi di Rivoli, c’è anche Andrea Miró ad aprire il loro concerto per poi accompagnarli con chitarre, tastiere, violino e voci durante tutto il live.

Così, dopo l’apertura di Andrea Miró, i Perturbazione si esibiscono proponendo vecchi successi e nuovi brani e come Ti aspettavo già, Trentenni, Cara rubrica del cuore, Dipende da te e Everest con vecchi pezzi ormai celebri come L’unica. I baci vietati, Il senso dalla vite, Musica X.

Un evento voluto dalla band torinese per presentare il loro ultimo lavoro discografico Le storie che ci raccontiamo. Fresco di stampa, nel gennaio di quest’anno, l’album è un nuovo capitolo della band con arrangiamenti che strizzano l’occhio all’elettronica e collaborazioni che arricchiscono il tutto, come quella con Ghemon in Everest o con Emma Tricca con Le storie che ci raccontiamo.

Dieci tracce per un disco dalle molte sfaccettature: dallo scanzonato singolo Dipende da te fino agli amori virtuali di Cara rubrica del cuore passando per la generazione dei Trentenni.

Quello che succede nella vita dei quattro ragazzi finisce nelle tracklist dell’album; in un’oscillazione continua tra pop ed elettronica non mancano i riferimenti all’Italia di oggi, quella dei lavoretti part-time, delle feste, degli aperitivi, degli incontri al buio. Un lavoro interessante, un tentativo andato a buon fine di mettere in ordine i pezzi di un reale che ci circonda ritrovando una linea narrativa di tutti gli eventi che a primo avviso possono sembrare spaiati.

A conti fatti, dopo due ore di buonissima musica, il pubblico ha applaudito uno spettacolo fatto di energia ed entusiasmo, fatto di ritmi e divertimento e di arrangiamenti eseguiti magistralmente con leggerezza e divertimento.

Tommaso Cerasuolo, Rossano Antonio Lo Mele, Alex Baracco, Cristiano Lo Mele e Andrea Miró hanno suonato e cantato:

Ti aspettavo già
Se mi scrivi
Nel mio scrigno
Trentenni
I baci vietati
Ossexione
Diversi dal resto
A luce spenta
Cara rubrica del cuore
Sanza che nulla cambi (Andrea Mirò)
Del nostro tempo rubato
Buongiorno buona fortuna
Dipende da te
L’unica
Le storie che ci raccontiamo
Giugno, dov’eri?
Il senso della vite
Everest
Agosto
Musica X

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