Ecco l’esordio de Il Grido. Il vero Alternative made in Italy dei tempi moderni. Omonimo disco che vi presentiamo oggi con una bella intervista alla band capitolina che pubblica questo lavoro tra le cui 11 tracce spicca sicuramente “Amsterdamo (hai una cura per me?)” e il sound energico dei power chord di “Zero” come traccia d’apertura…brano che tra l’altro mette a fuoco il leitmotiv di quasi tutta l’opera. Rabbia e rivoluzione in un suono arrogante e maleducato. Forse anche troppo tenuto in ordine per un rock alternativo che dovrebbe avere solo il compito di sputare benzina e veleno sulle smagliature più dolci del punk. Il Grido ci sa fare e come opera prima regge la sfida. Vedremo che accadrà da qui in poi:

Rock Alternative. Per voi che non siete di quella generazione, oggi che significato ha questa parola?
Forse ha più significato oggi, visto che è quanto di meno mainstream esista! Se l’indie è la musica alternativa di oggi, noi ci sentiamo un po’ l’alternativa a un finto alternativo. E comunque, questo indie va di moda oggi, domani chissà da cosa verrà sostituito. La rabbia non può passare di moda, fa parte della natura umana. Finchè continueremo a scrivere di pancia, senza impostazioni prestabilite, siamo convinti che qualcuno ci ascolterà sempre.
L’unica regola che forse esiste in musica è di essere autentici.

Da più parti si celebra il singolo “Amsterdam”. Tra le righe c’è fuga ed evasione da questa società?
Si, in un certo senso ci può essere. I protagonisti del pezzo sono persone un po’ maledette, che vivono con estrema intensità i loro rapporti, le metafore con cui rappresentano le loro sensazioni sono molto forti, d’impatto. È come se cercassero sempre qualcuno con cui fare coppia per sfidare il mondo. È una visione molto romantica, ma che poi porta inevitabilmente a uno scontro e a delle ferite.
Esistono persone così, che hanno nel sangue il bisogno di fuga, che si sentono vive ribellandosi a qualcosa, indipendentemente da cosa sia.

Mi accodo a quanti dicono che il vostro sound riprende la bella scena musicale di un tempo. Quindi come dire, voi al futuro digitale dell’Indie che va tanto di moda avete detto di NO?
Assolutamente. Anche perchè l’indie usa il digitale per ricreare atmosfere del passato, non vediamo dove sta l’innovazione. Riconosci questi gruppi dai primi 10 secondi di ogni canzone, dall’introduzione di finto synth anni 70. Di certo non pensiamo di aver scritto un disco innovativo, ma almeno pensiamo di avere un sound nostro, distorsioni che ci rendono riconoscibili, in generale di aver iniziato un percorso tutto nostro che non vediamo l’ ora di continuare. Piuttosto il pop si è lasciato contaminare dalla musica elettronica, la trap si sente ovunque oggi.
Può piacere o no, passerà anche quella, ma almeno c’è più coerenza nel discorso di andare avanti e cercare soluzioni nuove.

E allora guardiamoci attorno: che cosa vedono gli artisti de Il Grido oggi? Che musica trovano?
Vediamo una strana tendenza ad ascoltare canzoni innocue. La musica è sempre stata trasgressione, rottura degli schemi, rivoluzione culturale. Oggi sembra solo una moda di passaggio, che poi a suo modo è comunque uno specchio del nostro tempo. Canzoni che parlano di niente, perchè la gente preferisce ascoltare niente.
Farsi intrattenere. Non ha un mondo da cambiare, accetta quello che ha. Noi siamo diventati musicisti di professione perchè siamo stati completamente contagiati dai dischi che abbiamo ascoltato, dal messaggio che abbiamo ricevuto da quelle canzoni. Quello che sentiamo oggi Ë proprio la mancanza di un messaggio, di un contenuto.

A quando un video?
Prestissimo! c’è già un lyric video molto rock del nostro singolo “Amsterdam (hai una cura per me?)” su youtube, il video ufficiale dovrebbe uscire a fine mese. Abbiamo visto già un primo montaggio e non vediamo di condividerlo con tutti perchè si: è fighissimo!!!

Comments

comments