A voi Fabio Criseo. Ermetico proprio per niente. Social e Sociale assolutamente si. Direi che si debba aggiungere ANTI-ESTETICO e privo di glitter sui vestiti. E quanto richiami e quante citazioni in queste nuove canzoni che ci lascia ascoltare in un disco irriverente, popolare, canzonatorio e assolutamente “liberatorio”. Si intitola “Avrei voluto essere Lapo Ercane”, probabilmente come ognuno di noi comuni mortali vorrebbe essere un vip della televisione…e in questo caso, furba e intelligente l’ironia di Criseo, si vorrebbe essere come l’emblema del bel vivere nei soldi e nel lusso senza dover per forza impegnarsi in qualcosa di preciso. Nessuna offesa ma diciamo che l’operaio dopo le sue mille ore in fabbrica per uno stipendio poco adeguato avrà sognato almeno una volta in vita sua di tener le chiappe all’aria sullo yacth di papà contornato da belle dame e cockatils di grandissimo livello. Ma Criseo non è così banale ed effimero…e la sua canzone che non punta all’originalità sa come dosare ironia e messaggi intelligenti. E non aspettatevi cose fighe da vedere…aspettatevi solo la classica produzione minimale e digitale sfornata dalla coppia Criseo-Piergiovanni.

Ci interessa subito capire perché da sempre Fabio Criseo e l’immagine di copertina, le foto, i video…sono assai poco curati, sintetici e privi di quella bellezza di scena che tutti gli altri si affannano a rincorrere.
A che servirebbe? Sei come sei, le cose sono come sono. Non ho paura ne problemi a far vedere le cose senza filtri, forse sarò meno schiavo di altri. O forse o solo meno gusto.

Nel disco troviamo poi alcune versioni alternative di uno stesso brano. Questa cosa la vedevo nelle compilation e in alcuni dischi di hit degli anni ’80 / ’90…che bel ricordo direi…
Disamina perfetta!!!!! È proprio così, richiama proprio i dischi anni 80!!!!! Nessuno lo aveva mai notato nelle interviste precedenti!!!! E non solo il fatto delle canzoni in numero “limitato” e con versioni alternative dello stesso brano è un richiamo a quei bei ricordi, anche la grafica delle scritte sulla copertina e la copertina stessa, ad esempio i caratteri delle scritte sono volutamente ispirati ai film der Monnezza e simili.

Criseo e Interbeat. Criseo e Luigi Piergiovanni. Connubio ormai consolidato. A cosa sta portando questo matrimonio lavorativo?
Ad una crescita artistica, ad un nome che gira da un po’, soprattutto ad uno stile “nuovo” fatto di mix, tra i gusti di entrambi che strizzano l’occhio all’elettronica (lui è molto appassionato in questo senso) con influenze anni 80 ed il mio essere cantautore da battaglia su strada.

Non pensi che reiterare la stessa ricetta produttiva non faccia altro che reiterare la stessa minestra? È una scelta quella di non cambiare “partito” o una paura quella di sperimentare nuove cose?
È una scelta che esprime una cosa che è rara: la coerenza.

Domanda sottile: hai lavorato con Luigi Piergiovanni o con Rosybyndy?
Come sonorità con una parte di Rosybyndy, come scelte di produzione artistica ed esecutiva, come strategia discografica con Piergiovanni.

Ci sembra quasi che questo disco abbiamo raggiunto una maturità espressiva sicuramente per quel che riguarda la voglia e la necessità di dire la sua…tu come la vedi?
Hai colto nel segno anche stavolta!!! È proprio un album che apre ad uno stile definito di scrittura sia a livello musicale che concettuale.

Chiudiamola con questa: “Mi so rotto”…perché non l’hai conclusa la frase nei titoli di copertina?
Perché il pubblico non sempre è pronto allo sdoganamento del “greve” al servizio dell’arte. A meno che io, presuntuosamente, non lo sottovaluti (ma non credo). Se fosse così sarei io ad essere troppo schematico ed uniformato al comune senso del pudore spinto da una morale di educazione pseudo-cattolica.

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