Matteo

Guardo l’orologio. A volte mi accorgo di come il tempo passa più in fretta di quanto pensi. Velocemente mi preparo e sistemo l’attrezzatura, pronto per una nuova avventura, la seconda tappa della nuova rubrica, pronto a conoscere ed immortalare Irene Ghiotto, giovane cantautrice vicentina che probabilmente già mi attende a ‘Na Cosetta. Odo un ticchettio Irene Ghiottoproveniente dall’esterno, apro la finestra. Il mio sospetto purtroppo si è avverato. Ha iniziato a piovere.

Dopo qualche esclamazione che non posso riportare scendo le scale pronto ad affrontare anche il meteo inclemente. Per fortuna si è trattato di uno scroscio d’acqua, violento ma veloce. Arrivo nel cuore del Pigneto, a ‘Na Cosetta, sempre affascinante anche se in versione già notturna, visto l’ora solare con il relativo tramonto anticipato. Saluto i ragazzi del locale e conosco Irene con cui avevo avuto nei giorni scorsi una frequente conversazione via whatsapp.

Ci mettiamo al lavoro in assoluta libertà, pronto a cogliere le sue emozioni, e quelle delle ragazze che la seguono nel tour e l’accompagnano con i cori. La consueta e piacevole atmosfera accogliente quasi familiare fa da scenario ai miei scatti che immortalano la brava cantante vicentina visibilmente emozionata nel corso del soundcheck. Mi racconta del tour che sta riscuotendo un grande successo in ogni tappa nel nostro bel paese. Mi fermo rapito ad ascoltare le sue melodie, le sue canzoni, le sue parole, con un bicchiere di vino in mano, un brindisi simbolico per brindare alla bella serata che di lì a poco si svolgerà nell’ìncanto di ‘Na Cosetta e del Pigneto.

Irene

Prendo contromano in retromarcia la strada giusta e parcheggio a esse, male, troppo attaccata alla ringhiera. Praticamente non riesco a uscire dall’auto. E sono stanca e ho il culo piatto. Il viaggio è stato lungo, sebbene pieno di chiacchiere e buonumore.

LIrene Ghiottoì sulla destra, ‘Na Cosetta mi aspetta. Lei, che ha questo nome un po’ così, diminutivo. Lei che è femmina. Si veste da femmina, si nutre da femmina e ama come una femmina. Intravedo il palco e mi accorgo che le sedie vi sono disposte tutte attorno e
vicinissime. Sono già occupate anche se nessuno ancora ci siede sopra.

Qualcuno stasera ascolterà le mie canzoni e anche io le ascolterò di nuovo. Con orecchie nuove, con lo stupore e la fragilità che non mi riesco a impedire quando salgo sul palco. Con l’entusiasmo di vedere qualcuno sorridere di me, ridere con me, misurarsi con le mie emozioni esplose, bombardate.

Mi sento anche io ‘Na Cosetta e ho capito, nel tempo, che non è cosa da poco. Chi si presenta con dolcezza semplicemente non ha bisogno di dimostrare nulla; svela nel tempo e con pazienza la propria disumana furia e smisurata passione. Ché a stare nudi e con gli occhi aperti davanti a tutti ci vuole fegato.
Arrivederci ‘Na Cosetta. E che sia a presto.

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