Il 28 novembre il loro concerto all’Atlantico di Roma con un pubblico di circa duemila persone. Stiamo parlando de Lo Stato Sociale – Lodo (Lodovico Guenzi), Bebo (Alberto Guidetti), Albi (Alberto Cazzola), Carrots (Enrico Roberto) e Checco (Francesco Draicchio) – la band bolognese che sta attraversando l’Italia con il suo tour L’Italia Peggiore, in occasione dell’uscita dell’omonimo album. Con loro, ad aprire i concerti, i Magellano – Pernazza, Drolle e Filo Q – un gruppo genovese, anch’esso appartenente alla grande famiglia della Garrincha Dischi.

Noi di 100 Decibel siamo stati nel backstage del concerto romano e gli abbiamo chiesto di raccontarci come sta andando (qui potete trovare il report e le foto della serata).

Ho visto che il tour sta contando diverse date sold out, tra cui club storico come l’Alcatraz di Milano. Volevo chiedervi come state vivendo questa esperienza, le impressioni, le emozioni…

 Lo Stato Sociale

Sta andando tutto  molto bene! Per ora le date sono state tutte sold out a parte Rimini, la prima, che era in un contesto non esclusivo nostro, la festa di Halloween. Quindi sì, molto molto bene e siamo tanto soddisfatti. Insomma è un qualcosa di inaspettato, non immaginavamo un risultato del genere, speravamo andasse tanto bene però questo è ben oltre le aspettative.

Magellano

Filo Q: Fare club grandi è sicuramente, per noi, un’occasione di visibilità e di poter testare anche su pubblici diversi rispetto a quelli dei club più piccini come funziona il nostro live e siam contenti perché rispondono tutti molto bene.

Pernazza: L’Alcatraz, che hai nominato prima,è stata una delle serate più memorabili di questo tour. Le stiamo facendo tutte e comunque tutte piene e tutte regalano belle emozioni. Senza fare la retorica, bello. Speriamo che anche la Capitale porti bene.

Per il concerto di stasera invece come vi sentite?

Lo Stato Sociale

Roma è sempre una piazza importante e, per certi versi, difficile. Ѐ una bella sfida. Comunque è un bel metro di giudizio su come vanno le cose. Le premesse ci sono tutte, per ora siamo a 1800 biglietti venduti quindi contiamo di fare 2000 e chiudere!

Magellano

Filo Q: Siamo curiosi! Nel senso che Roma è sempre strana come città, dipende molto dalla serata, cosa succede intorno, è una città grande e ci sono orari molto diversi rispetto a quelli a cui siamo abituati. Chissà, vediamo, noi siamo carichi!

Pernazza: Abbiamo dei ricordi strani di Roma, non  per i locali, per la gente. Siamo un gruppo di recente formazione, due anni e mezzo di vita, tre. Mi ricordo, però, l’ultima data all’Angelo Mai, un affetto potente rispetto a certe situazioni romane in cui la gente è attenta alle canzoni ma magari non si lascia andare. Speriamo che stasera si lascino andare dal primo minuto e non si trattengano troppo!

Filo Q: Speriamo sia una festa!

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E con il pubblico come va?

 Lo Stato Sociale

Benissimo! Le persone sono entusiaste dello spettacolo nuovo e noi siamo molto contenti di questo. Avevamo fiducia in quello che stavamo per fare però, sai, finché non lo porti lì sopra non hai mai un riscontro diretto. Invece sono tutti molto contenti, la solita tachicardia che facciamo noi, alto basso, alto basso, è costante. Quindi anche questa volta che abbiamo accentuato alcuni aspetti e sottratto altri – tipo la chiacchiera che limitiamo molto, per esempio, è un esperimento strano per noi che siamo dei logorroici anche sul palco – si sono rivelate scelte giuste e sono state accolte bene.

Magellano

Pernazza: Guarda, molti ci conoscevano già e sapevano a cosa andavano incontro però magari pensavano che facessimo rap. Quando non ti vedono con la strumentazione canonica… rispetto alle altre band di Garrincha, ad esempio L’Orso o L’Officina della Camomilla, noi siamo un po’ più atipici. Tantissimi altri  non sapevano neanche chi fossimo e ci hanno visto sbucar fuori con queste orecchie da panda, un po’ matti e han detto “Ma chi sono questi qua?”, però ci siamo pian piano conquistati un’altra fetta di pubblico. 

Poi ho visto che avete in programma l’aftershow, sempre qui a Roma…

Lo Stato Sociale

Sì, a Le Mura. Ci è venuto in mente mentre stavamo fissando la data su Bologna, la prima, in cui c’era la possibilità di mettere i dischi visto che Bebo e Albi lo fanno da tanto tempo, Filippo e Alberto dei Magellano sono una coppia che fa DJ set oltre che al Live set, Garrincha Dischi e Mattia sono altri due che fanno i DJ da tanto tempo e ci siamo detti “Bhe, cavolo, portiamo il sound system”. Allora abbiamo provato ad organizzare, dove fosse possibile, o in loco oppure in un’altra situazione da vero aftershow.

Qualche aneddoto su queste prime date?

Lo Stato Sociale

Bebo: Ci sono stati dei momenti di passione e tensione. Chiaramente le date a Bologna sono quelle che abbiamo vissuto con più pathos, per me in particolare anche perché sapevo che ad un certo punto sarebbe salito il mio babbo sul palco con me a fare Linea 30 e quindi le vivevo con una certa agitazione. In linea di massima non ci sono stati episodi esagerati. Un tour molto quadrato questo, quindi al di là della grande tensione sempre che viviamo, riusciamo a portare tutto all’interno di un certo ordine. 

Magellano

Pernazza: Bhe di aneddoti ce ne sono veramente tanti! Abbiamo innanzitutto diviso il palco con tantissimi artisti e colleghi, da Tommaso Piotta a Carnesi, Mattia Barro de L’Orso, i ragazzi de Lo Stato Sociale, adesso Max Collini, Shade. Di aneddoti ce ne sono tanti! Stiamo registrando anche noi qualcosa da poter regalare come ricordo ai nostri fan quindi seguiteci sulla nostra pagina ufficiale Magellano Band e su Instagram perché troverete delle sorprese. Uno degli ultimi ricordi che ho a Milano, all’aftershow c’era tantissima gente, quasi come un live normale e queste sono cose che rimangono.

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